postato da Tamakatsura alle ore 21:27
venerdì, 04 dicembre 2009



5 dicembre 2009 ore 14
Roma, Piazza della Repubblica
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categoria : storia, vox populi, società, mulini a vento

postato da Tamakatsura alle ore 01:11
martedì, 01 dicembre 2009

Minami shineyoEra un po' che volevo scrivere qualcosa, ma la scarsità di tempo, la preoccupazione per l'esame in avvicinamento ed un po' di sana pigrizia hanno finito per farmi desistere. Ultimamente però mi è capitato di vedere la serie coreana 미남이시네요 (Minami shineyo), e visto che l'ho trovata piena di riferimenti interessanti, ho deciso di fare lo sforzo...

Go Mi-nyeo (Park Shin-hye) conduce una vita pacifica presso il convento dove è cresciuta, in attesa di prendere i voti, senza sospettare di essere in un drama e che quindi cambiamenti repentini si nascondano dietro ogni angolo. Le si presentano sotto le spoglie del manager del fratello gemello, Go Mi-nam, che sta tentando di sfondare come idolo pop: dovrebbe firmare un contratto che lo farà diventare il quarto membro del famosissimo gruppo pop A.N.JELL, consentendogli di realizzare il proprio sogno. Il problema è che Mi-nam è bloccato negli Stati Uniti per cause di forza maggiore, e dovrà essere lei a prenderne temporaneamente il posto.
 
Mi-nyeo è esitante, ma la somiglianza trae tutti in inganno, e così la Nostra va a vivere insieme agli altri tre A.N.JELL, dove porta scompiglio: se Kang Shin-woo (Jung Young-hwa) si accorge ben presto che Mi-nam è una ragazza e di innamora di lei, Jeremy (Lee Hong-ki) si scopre attratto da lei senza sapere che si tratta di una ragazza.  È il terzo, il carismatico ed arrogante Hwang Tae-kyung (Jang Geun-suk, già salito agli onori di questo blog grazie alla serie Beethoven Virus), ad esserle più ostile. Cerca in ogni modo di buttarla fuori, e quando scopre il suo segreto, pensa di usarlo a tale scopo. Senonché Tae-kyung, suo malgrado, prende un certo gusto a battibeccare con Mi-nyeo, finisce per tirarla sempre fuori dai guai, e trattandosi si un drama, il risvolto romantico non tarda ad emergere, ma il tempo stringe: il ritorno del vero Mi-nam non è lontano, mentre un reporter ficcanaso mette in pericolo il segreto di Mi-nam...
 

Mi-nyeo si traveste da Mi-nam ed entra negli A.N.JELL (episodio 1)

Prima osservazione: un'altra serie in cui compaiono identità segrete e gender bending! Nella breve presentazione della trama che ho letto, You're handsome veniva spacciato per una serie sulla vita "dietro le quinte" di un gruppo pop, perciò speravo non dico in una ricostruzione credibile, ma almeno in una ricostruzione di un qualche genere, ed invece, manco a farlo apposta... (non che il tradimento delle aspettative mi sia stato molesto ).
La scrittura non è eccezionale; la serie si lascia guardare, senza particolari picchi, ma il bello (ci si diverte come si può) è che è piuttosto agevole da smontare: gli sceneggiatori hanno fatto man bassa senza vergogna di cliché narrativi, senza nemmeno peritarsi di nasconderli sotto il tappeto.

Il poligono preferito dagli sceneggiatori
Se si guarda un drama, non ci si può aspettare di  scampare al fatale triangolo. Qui gli autori, in particolare scadimento creativo, ne hanno messi in campo due, uno per ciascuno dei protagonisti: quindi abbiamo Hwang Tae-kyung e Kang Shin-woo in lizza per Mi-nyeo, ed allo stesso tempo Mi-nyeo e la modella fidanzatina di Corea Yoo He-yi in competizione per Tae-kyung. È incredibile come questo particolare elemento narrativo non manchi mai.
Nel caso specifico, la presenza di Shin-woo (cavalier servente) serve per rendere consapevole Tae-kyung (tipo ore-sama) dei propri sentimenti verso Mi-nyeo (protagonista inetta); suona trito e ritrito? Forse Hana yori dango e la costellazione di imitazioni ci dicono qualcosa. Invece He-yi? Vediamo subito a cosa serve lei.
 

Mi-nyeo canta Maldo eopsi lasciando tutti senza parole (episodio 7)

La protagonista inetta e la rivale sgamata

Quello della protagonista inetta è uno stilema su cui ha attirato la mia attenzione la webmistress di questo sito, avida lettrice di manga ed autrice di alcune osservazioni illuminanti (cercate sotto la voce "Shoujo manga plot devices" ). Mi-nyeo, la nostra eroina, non fa che cacciarsi nei guai, richiedendo ogni volta l'aiuto di uno o più degli affascinanti fustacchioni di contorno, che così hanno tutto l'agio di mostrare a lei ed al pubblico il lato più cavalleresco del proprio carattere; inoltre è anche spaventosamente tonta, incapace di leggere fra le righe (ma neanche sopra, o sulle righe stesse!) e priva di buon senso.
Questo tipo di personaggio è estremamente ricorrente nei manga quanto nei drama e sorge spontanea la domanda: perché mai? Io ho varie teorie. La prima, che troverebbe applicazione ben più ampia del solo campo orientale, è che un'eroina tonta favorisce l'identificazione senza complessi di inferiorità (questa mi è venuta in mente pensando al personaggio di Bella Swan).
La seconda è nata pensando al confronto impari con la Rivale. Perché non basta che la Nostra abbia una rivale: la Rivale è sempre bellissima, alta, affascinante, intelligente ed amata da tutti. La Nostra è piccolina, come abbiamo visto non brilla per intelligenza, ed in genere non ha nemmeno particolari talenti; ciononostante, sarà lei ad avere la meglio, conquistando il cuore del Nostro (che, tristemente, sembra essere l'unica cosa che conta). Cosa rende la Nostra così desiderabile? La Nostra è pura, ingenua e kawaii. Ma si potrebbe anche rispondere che a renderla irresistibile è la sua vulnerabilità, il suo essere inoffensiva e bisognosa di protezione, confermando la prerogativa maschile della forza. Viceversa una donna di successo sarà dipinta come minacciosa (non di rado le Rivali infatti si rivelano autentiche arpie, ed è questo anche il caso di He-yi).

Appello in favore della spalla comica
In buona parte delle storie di gender bending o cross dressing che mi è capitato di leggere o vedere sinora, c'è un personaggio che non si è reso conto dell'identità della Nostra e si tormenta creando situazioni comiche. In You're handsome l'ingrato ruolo tocca a Jeremy, il batterista degli A.N.JELL, il quale avverte subito che c'è qualcosa di particolare in Mi-nyeo, ma si convince di essere lui ad avere grossi problemi.
 

(la dura vita della spalla comica)

Ora, la cosa triste è che la spalla comica non viene mai preso in considerazione come possibile controparte romantica della Nostra; da parte degli sceneggiatori è un'autentica crudeltà. Perché non dare anche a loro una chance? Perché ad avere la meglio finiscono per essere sempre il fustacchione gentile dal fascino adulto o, più soesso ancora,  il tipo antipatico che nasconde un cuore d'oro? Un giorno vorrei vedere un manga od un drama che, invece di finire tra le lacrime, veda la Nostra affrontare il domani insieme alla spalla comica, a suon di risate.

Mistero dietro la nascita di uno dei protagonisti
Dopo Marmalade boy è un cliché di cui non ci si è riusciti a liberare. Sempre più spesso dietro alla nascita di uno o di entrambi i protagonisti gli sceneggiatori celano un segreto che rischia di compromettere i loro rapporti, o meglio ancora ventilano l'ipotesi che siano fratelli o fratellastri. Naturalmente poi non è così, ed i Nostri possono  - dopo aver molto penato - tirare un sospiro di sollievo insieme agli spettatori.
Non so perché venga usato così spesso, in genere appare pesante e superfluo (era questo il caso in Coffee prince, e lo è anche in You're handsome).

Titolo originale: 미남이시네요 (Minami shineyo)
Televisione: SBS (Corea del Sud)
Anno: 2009
Episodi: 16
Per vedere la serie sottotitolata in inglese: www.mysoju.com
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categoria : video, drama, terebi, gender bending

postato da Tamakatsura alle ore 20:56
lunedì, 30 novembre 2009

Libri del mese:
Lafcadio HEARN, "Kwaidan", Il Saggiatore
IWABUCHI Koichi, "Recentering globalization. Popolar culture and Japanese transnationalism ", Duke University Press
Thomas KYD, "Assassinio all'università", Polillo
William SHAKESPEARE, "Riccardo II. Testo originale a fronte", Garzanti
Cormac McCARTY, "Oltre il confne", Einaudi
Anna FOA , "Giordano Bruno", Il Mulino
Robert DARNTON, "L'età dell'informazione. Una guida non convenzionale al Settecento", Adelphi
Dawn POWELL, "La mia casa è lontana", Fazi
Michael ENDE, "Lo specchio nello specchio. Un labirinto", Longanesi

Musica del mese:
Jeff Buckley, "Grace"
"Full House OST"
Wolfgang Amadeus Mozart, "Don Giovanni, ovvero Il dissoluto punito"
Joe Hisaishi, "Sen to Chihiro no kamimakushi OST"
Johann Sebastian Bach, "Concerto per due violini, archi e basso in Re minore BW 1043"
Antonio Vivaldi, "Concerto per mandolino in Do maggiore op. 425"
Luna Sea, "Lunacy"

Tv del mese
미남이시네요 (Minami shineyo) / "You're handsome", SBS, 2009
찬란한 유산 (Chanranhan yusan) / "Shining inheritance", SBS, 2009
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categoria : bilanci

postato da Tamakatsura alle ore 22:45
domenica, 15 novembre 2009


Mozart - Don Giovanni, ovvero Il dissoluto punito - Finale I Atto (La Scala, 1987)

Sono ancora troppo presa da università ed esame di giapponese per postare qualcosa con un capo ed una coda.
Vi lascio con un brano del Don Giovanni che mi piace da matti (specialmente quando Donna Anna esclama "Traditore! Traditore!"): è il momento in cui il Nostro viene smascherato (riuscendo comunque a darsi alla fuga per poi ritornare, con più risorse di prima, nell'Atto successivo ^^ ).
Se posso consigliare degi altri ascolti, mi piacciono molto il vitalismo dell'aria di Don Giovanni "Fin ch'han del vino" e la resa all'affetto di quella di Donna Elvira "Mi tradì quell'alma ingrata".
 
Cast:
Don Giovanni --- Thomas Allen
Donna Anna --- Edita Gruberova
Don Ottavio --- Francisco Araiza
Donna Elvira --- Ann Murray
Leporello --- Claudio Desderi
Masetto --- Natale de Carolis

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categoria : musica, video

postato da Tamakatsura alle ore 21:12
sabato, 07 novembre 2009


Massive Attack - Teardrop - Mezzanine (1998)
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categoria : musica, mood, video

postato da Tamakatsura alle ore 11:11
venerdì, 30 ottobre 2009

Libri del mese:
Alessio DI FRATTA, "Robot. Fenomenologia dei giganti di ferro giapponesi", L'Aperia
Mitchell K. HALL, "La guerra del Vietnam", Il Mulino
Anna POLITKOVSKAJA, "La Russia di Putin", Adelphi
Georges HUPPERT, "Storia sociale dell'Europa moderna", il Mulino
東野 圭吾, "探偵倶楽部"
--- A parte Higashino Keigo, ben poca narrativa questo mese...

Musica del mese:
Litfiba, "L'infinito"
Carl Orff, "Carmina burana"
God Help The Girl, "God Help The Girl"
Oasis, "Masterplan"
Oasis, "Don't look back in anger"
Ridillo, "Ridillove"

Film del mese:
Lucini "Tre metri sopra il cielo"
Moccia "Scusa ma ti chiamo amore"
Prieto "Ho voglia di te"
--- ho fatto una Mocciamaratona.
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categoria : bilanci

postato da Tamakatsura alle ore 20:29
domenica, 18 ottobre 2009

Cattivi samaritani - www.anobii.comMi c'è voluto un sacco di tempo, ma finalmente l'ho finito. Ne parlava Cristinsan sul suo blog, In Corea, mi incuriosiva molto, e visto che ce n'era una copia in biblioteca, mi sono detta: perché no?
Ad incuriosirmi inizialmente è stata la censura da cui è stato colpito in madrepatria (l'autore è coreano): provvedimenti del genere fanno sì che ci si chieda cosa mai ci sarà scritto che l'autorità non desidera si sappia, e credo che ne promuovano la diffusione più di una campagna pubblicitaria. In definitiva, credo che dovremmo ringraizare il governo coreano entrambi, il Signor Chang ed io: lui perché è merito loro se il suo saggio di economia è diventato un best-seller, ed io perché sono stati loro, in fondo, a farmelo conoscere.

Cosa contiene il testo di tanto oltraggioso? La tesi dell'autore, docente di economia a Cambridge, è che i capisaldi della teoria economica neoliberista (libero scambio, ovvero apertura dei mercati senza dazi, antiprotezionismo, privatizzazione delle aziende nazionali, minimo intervento dello Stato, contenimento della spesa pubblica, abbattimento della tassazione, deregulation), presentati spesso come capisaldi delLa teoria  economica tout court, siano in realtà oggetto di una difesa ideologica ed interessata da parte delle élite  dirigenti dei Paesi ricchi, ciò che si esprimerebbe al massimo nelle politiche propugnate dalle istituzioni da essi create (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, WTO) per promuovere (?) lo sviluppo economico degli altri paesi.
Una cosa che mi ha colpita durante la lettura del libro ed alla quale prima non avevo fatto caso in modo particolare, è la maniera in cui si parla di economia nel nostro discorso politico (nostro di Paese membro dei club dei Paesi ricchi). Intanto se ne parla solo in pochi luoghi: al di fuori delle facoltà universitarie, solo in qualche servizio volante nei telegiornali e nelle tribune politiche - giusto il tempo di fornire qualche dato quali andamento del PIL sul trimestre, produzione industriale, e se siamo proprio in vena rapporto deficit/PIL e bilancia commerciale; inoltre a questi indicatori dall'aria così neutrale associamo automaticamente anche un valore: PIL basso MALE, produzione industriale bassa MALE, rapporto deficit/PIL basso BENE, bilancia commerciale in attivo BENE. LE varie parti che partecipano al dibattito si accapigliano su tutto ma non sulla chiave di lettura di questi dati, condivisa da tutti.
Uno dei maggiori meriti di Cattivi samaritani è illustrare come questi indicatori non siano buoni o cattivi di per sé, ma unicamente in funzione agli obiettivi che ci si prefigge di perseguire.

Aiutandosi con numerosi esempi, Chang mostra come i Paesi oggi affluenti abbiano costruito la propria ricchezza adottando politiche in aperto contrasto con le ricette neoliberistiche che oggi vanno sventolando in giro quali ricette sicure per una crescita felice. Prima di aprirsi al libero scambio hanno protetto la crescente industria manifatturiera con dazi, investimenti pubblici e quant'altro ritenessero necessario al suo rafforzamento: altro che libero mercato ed iniziativa unicamente ai privati. Alla luce di queste considerazioni, il tentativo di imporre ad altri le politiche neoliberistiche prima che le loro economie si siano irrobustite abbastanza da potersi fare largo in un mercato aperto globalizzato appare miope negli operatori in buona fede, ed un tentativo di cristallizzazione degli equilibri attuali, se non di vero e proprio sfruttamento, da parte dei "cattivi samaritani" in cattiva fede.
Chang passa in rassegna vari fattori che influenzerebbero la crescita economica (corruzione, inflazione, protezione dei diritti d'autore, democrazia, intervento pubblico e così via) smontando svariati dogmi neoliberistici grazie al suo approccio pragmatico e restituendoli alla dimensione che compete loro: non asetticamente economica, come se fosse una sfera autonoma, bensì quella politica, prodotto di una serie di scelte, valori, convenienze ed ideologie.

Cattivi samaritani si legge molto bene, grazie alla prosa scorrevole dell'autore punteggiata dalla sua ironia mordace, ma soprattutto grazie all'estrema chiarezza espositiva. I riferimenti ad indicatori tecnici e dinamiche economiche varie non ostacolano la comprensione, anzi. Insomma, se ce l'ho fatta io, che non so leggere nemmeno un estratto conto, può leggerlo davvero chiunque.
Consigliato per relativizzare - con leggerezza - alcuni degli articoli di fede in ambito economico che ci vengono propinati surrettiziamente giorno per giorno.

Autore: CHANG Ha-Joon
Editore: Università Bocconi Editore   Anno: 2008 (Edizione originale: 2007)  266 pagg.
Titolo inglese: Bad Samaritans: Rich Nations, Poor Policies and the Threat to the Developing World
Traduttrice dall'inglese: Paola Conversano
ISBN: 978-88-835-0116-6
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categoria : economia, saggistica, mulini a vento

postato da Tamakatsura alle ore 15:42
domenica, 11 ottobre 2009

Il romanticismo e l'effimero - www.go-book.itRovistando tra le mie scartoffie è saltata fuori la brutta di un testo su Il Romanticismo e l'effimero che non avevo in seguito postato. Mi è bastata una rapida scorsa per capire subito perché, ed ho consegnato tutto quanto al bidone della carta. Sebbene opera ed autore siano considerati pietre miliari della letteratura giapponese moderna, non mi avevano entusiasmata. Dovendolo adesso recensire per una rivista, però, mi trovo costretta a riprendere tutto in mano. Meno male.

Il Romanticismo e l'effimero raccoglie tre racconti di ambientazione tedesca considerati (pare) l'atto fondativo del Romanticismo in Giappone. Il più celebre dei tre è il primo, "La ballerina" (Maihime).
Il protagonista è ŌTA Toyotarō, uno studente giapponese di diritto che riceve una borsa di studio per profeguire gli studi presso una università di Berlino. Il contatto con la realtà europea però inizia a produrre in Ōta cambiamenti imprevisti: da ragazzo inquadrato qual era sente l'esigenza di formarsi opinioni personali e coltivare «pensieri miei, diversi da quelli degli altri». La sua mutata condotta non incontra un'accoglienza particolarmente positiva, e la borsa di studio gli viene revocata.
Ōta è inebriato dal dissolversi dei legami che le tenevano avvinto ad autorità e consuetudini della madrepatria; si schiudono dinanzi a lui orizzonti in cui il suo pensiero è libero di spaziare come non aveva osato immaginare in passato. Ma impara anche presto che l'indipendenza dalle istituzioni gli crea non pochi problemi, in termini di reputazione non meno che di carattere materiale.
È mentre sta vivendo questo conflitto che intreccia una relazione con Elise, i cui occhi azzurri traboccano di una innocente fragilità nella quale Ōta vede il proprio riflesso.
La vita indipendente scelta da Ōta alla lunga risulta gravosa, logorante; quando gli si presenta l'opportunità di essere riammesso nei ranghi onorevolmente e rimpatriare, non rfiuta di coglierla, pur rendendosi conto che la reintegrazione sociale gli costerà la rinuncia al tipo di libertà per il quale aveva faticosamente lottato, e si appresta a sacrificarne il frutto.

Ōta, il protagonista, mi è stato subito antipatico ^^' In realtà gliene capitano di tutti i colori, e per certi verso lo capisco; ad un certo punto dice: «pur mostrando un costante impegno, avevo ingannato me stesso e gli altri, avevo sperimentato solo il percorso che qualcuno aveva deciso per me» (p.42); invece poi, respirata un po' di libertà e riconosciuta la limitatezza delle proprie vedute dovuta proprio all'inquadramento rigido in cui era rimasto chiuso, desidera solo affrancarsi dalla minorità che aveva invece in precedenza accettato.
Sembrerebbero dichiarazioni traboccanti di fiducia in sé, ma in tutto il racconto (anzi, in tutti e tre) sono velate di malinconia, di amarezza. Ōta fa delle scelte e le paga con il proprio disincanto, con la fatica del vivere, con l'accrescersi della sua capacità di soffrire.
Quello che me l'ha reso antipatico, però, è che fa scontare lo scotto maggiore delle proprie scelte esistenziali alla povera Elise. Ha un bel dire, poi, che soffre, oh quanto soffre al solo ricordo e che si sente colpevole, terribilmente colpevole. Dai suoi rimorsi Elise ed il loro bambino bastardo e mezzosangue lasciati dall'altra parte del paneta non ricevono grande aiuto. Ōta è sinceramente addolorato, ma ciò non toglie che abbia preferito ferire qualcun altro per ottenere qualcosa che ha scoperto di deisderare, piuttosto che far fronte agli impegni che si era assunto.
Scegliendo la reintegrazione, rinuncia anche per sempre alla libertà di azione e spirito cui aveva agognato, limitandosi ad una libertà del solo spirito. Mi è parso di intuire che lo stesso Mori fosse molto pessimista in proposito.
Probabilmente dovrei essere più indulgente con Ōta...

Sono rimasta molto stupita nello scoprire che in Giappone Maihime è considerato una classicissima storia d'amore. Ne parlavo con un mio conoscente giapponese davanti ad una bottiglia di umeshu. A me non era sembrata una storia d'amore, bensì piuttosto un romanzo di formazione. Ōta, che è anche la voce narrante, non si sofferma spesso sul proprio legame con Elise, che rimane largamente implicito ed immaginato; in compenso però si crogiuola nei dubbi in merito alla propria posizione sociale, al proprio sentire, al proprio avvenire, e quando lo fa, Elise non compare.
- Che razza di storia d'amore sarebbe questa?, ho chiesto al giapponese che era con me.
- Lui soffre ripensando a lei, nel proprio cuore, mi ha risposto lui dopo averci pensato un po' su.
- E lei?, ho incalzato io.
Si è fatto di nuovo pensoso.
- Non saprei. Non ci avevo mai pensato. È un modo di pensare piuttosto occidentale, il tuo. Però puoi trarne una morale.
- Una morale?
- Quando deciderai di sposarti, Tamakatsura, stai molto attenta a scegliere bene.
- ...


Autore: MORI Ōgai (森 鴎外) pseudonimo di MORI Rintarō (森 林太郎)
Editore: Go Book   Anno: 2007 (Edizione originale: 1890-1)  116 pagg.
Racconti raccolti:
  • La ballerina (Maihime - 舞姫) (1890)
  • Ricordi di vite effimere (Utakata no ki - うたかたの記) (1890)
  • Il messaggero (Fumizukai - 文づかひ) (1891)
Traduttrice: Matilde Mastrangelo
ISBN: 978-88-95113-00-5
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categoria : narrativa, letteratura giapponese

postato da Tamakatsura alle ore 16:22
sabato, 03 ottobre 2009

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categoria : mulini a vento

postato da Tamakatsura alle ore 21:16
mercoledì, 30 settembre 2009

Libri del mese:
Karin MICHAËLIS, "Bibi. Una bambina del nord", Salani
Federico MOCCIA, "Tre metri sopra il cielo", Feltrinelli
Theodor FONTANE, "Effi Briest", Frassinelli
Alessandro BARICCO, "Next", Feltrinelli
KIRINO Natsuo, "Real world", Neri Pozza

Musica del mese:
Luna Sea, "Shine"
Sopor Aeternus, "In der palästra"
God Help The Girl, "God Help The Girl"

Film del mese:
Avnet, "Fried green tomatoes"
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categoria : bilanci